I misteri golosi dell’Umami: viaggio nel quinto gusto che trasforma i sapori

Ormai citato in ogni dibattito gastronomico, l’umami è molto più di una parola alla moda: è la chiave per comprendere la profondità dei sapori e la complessità delle nostre esperienze gustative. Scopri perché l’umami è il motore segreto della cucina più irresistibile.

Di Sara Porro
Jun 28, 2021
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Salato, dolce, acido, amaro: i quattro gusti fondamentali che tutti abbiamo imparato a riconoscere sono solo l’inizio di un viaggio sensoriale. Chi ha mai avuto il naso chiuso sa bene quanto sia limitante gustare un piatto senza percepire ogni sfumatura! La tavolozza dei sapori, infatti, è molto più ricca e ci apre scenari avvincenti e inaspettati.

Un tesoro marino: storia e scienza dell’umami

Nel 1907, il chimico giapponese Kikunae Ikeda, docente all’Università Imperiale di Tokyo, rivoluzionò la scienza del gusto. Studiando la kombu (un’alga essenziale nella preparazione del brodo dashi, cuore della cucina giapponese), Ikeda identificò una nuova e persistente sensazione saporita che non rientrava nei quattro gusti classici. Analizzando il profilo chimico del brodo, individuò il glutammato, un amminoacido fondamentale, e lo battezzò umami (da "umai", delizioso, e "mi", sapore). La sua scoperta evidenziò la presenza naturale dell’umami in alimenti ricchi di proteine e in ingredienti fermentati.

Ikeda non si fermò alla teoria: nel 1908 brevettò l’estrazione del glutammato monosodico (MSG), rendendolo disponibile come esaltatore di sapidità. Oggi il glutammato è riconosciuto come uno degli ingredienti chiave per intensificare il gusto delle pietanze in tutto il mondo.

Sebbene l’olio extravergine di oliva non sia tipicamente associato all’umami, la sua presenza nella Dieta Mediterranea è irrinunciabile, grazie al ruolo che svolge nell’equilibrio e nell’esaltazione dei sapori. Approfondisci questo ingrediente straordinario leggendo Il lato Rosa del mondo verde dell’olio extravergine d’oliva.

Il mito e le verità scientifiche sul glutammato

Per decenni, il glutammato monosodico è stato al centro di controversie: accusato di causare la cosiddetta “Sindrome del ristorante cinese”, caratterizzata da sintomi come mal di testa e formicolii. Tuttavia, queste paure sono nate da studi poco attendibili negli anni ’60 e, spesso, da pregiudizi culturali. Studi più recenti e rigorosi hanno dimostrato che, per la popolazione generale, il glutammato non presenta rischi particolari se assunto nei normali quantitativi alimentari.

Dopo un pasto abbondante, piuttosto che temere l’umami, puoi scoprire il piacere dei digestivi, protagonisti di una lunga tradizione italiana. Per un viaggio tra vecchi e nuovi sapori, leggi Il Liquorificio Baldinini ispira i produttori di Vermut.

Umami italiano: tesori culinari e storia millenaria

L’umami non è solo giapponese! In Italia abbonda nei prodotti che fanno la storia della nostra tavola. Parmigiano Reggiano, autentico patrimonio gastronomico, è tra i formaggi più ricchi di glutammato naturale al mondo, tanto da essere considerato il simbolo occidentale dell’umami. Un solo scaglio di Parmigiano appena stagionato sprigiona aromi e sapori persistenti, capaci di avvolgere il palato con una profondità ineguagliabile.

Non sono da meno il brodo ristretto di carne, i funghi porcini, i pomodori secchi e le verdure arrostite, che grazie alle reazioni di Maillard e alla concentrazione di sostanze sapide regalano intensità e rotondità.

Questa dimensione del gusto era apprezzata anche dagli antichi romani, che preparavano il garum, salsa di pesce fermentato dal profumo pungente e dal sapore travolgente. Oggi lo ritroviamo nella colatura di alici di Cetara, ingrediente che trasforma un semplice piatto di pasta in un’esperienza esplosiva per le papille gustative. Le acciughe sotto sale, usate dalla tradizione piemontese per esaltare salse e bagnetti, sono un altro esempio di come l’umami abbia sempre fatto parte della cucina italiana più autentica.

L’umami nella cucina creativa: il caso Bottura

Nel 1995, lo chef stellato Massimo Bottura ha portato l’umami sotto i riflettori con la sua creazione "Le cinque stagionature del Parmigiano Reggiano in diverse consistenze e temperature". Questo piatto iconico, divenuto manifesto della cucina contemporanea italiana, nasce dall’idea di esplorare le potenzialità del Parmigiano attraverso differenti invecchiamenti, texture e livelli di concentrazione di glutammato, offrendo ai commensali un vero viaggio sensoriale.

Il successo e la riscoperta dell’umami sono celebrati anche nei festival come Cheese di Bra, dove si esplorano le infinite sfumature dei migliori formaggi italiani. Scopri di più leggendo Cheese: Non solo un cibo ma una fiera di sapori.

L’umami rappresenta la dimensione universale del gusto: è presente nel latte materno, che regala ai neonati la prima, confortante esperienza di sapidità, e in ogni cucina del mondo come elemento di piacere e nutrimento profondo.

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