L'arte del formaggio Piave: dal fiume alla tavola

Come nasce il formaggio Piave? Il segreto del sapore unico del **formaggio Piave** parte dal latte delle mucche che pascolano sui prati rigogliosi e ricchi di nutrienti che costeggiano il **fiume Piave**, nel cuore del Veneto. Questo latte fresco viene delicatamente riscaldato e cagliato in modo naturale; la cagliata viene quindi tagliata in piccoli pezzi e pressata in forme tonde tradizionali. In base al gusto e alla consistenza desiderati, le forme vengono stagionate per periodi differenti: da pochi mesi fino a due anni, per sviluppare un ventaglio di aromi e una cremosità che hanno reso il Piave uno dei formaggi più amati del Nord Italia.

Di Lele Gobbi
Apr 16, 2021
tagAlt.Piave Dop cheese cut Cover

Formaggio Piave DOP: L’orgoglio del Bellunese e un patrimonio da gustare

 

Alla scoperta della creazione del Piave: storia, natura e saper fare

È affascinante pensare che il formaggio, così come lo conosciamo e amiamo oggi, sia nato da un vero colpo di fortuna. Immagina un antico pastore, immerso fra i pascoli verdi della Valle del Piave ai piedi delle Dolomiti Bellunesi, che per caso osserva come il latte, a contatto con stomaci animali o rametti di fico e fiori di cardo selvatico, si trasformi in una massa solida e commestibile. Questa scoperta, all’apparenza casuale, ha dato il via a un sapere che nel Bellunese si è raffinato nei secoli fino a diventare arte.

 

La magia, rispetto alla naturale irrancidimento del latte che lo rendeva immangiabile, fu proprio l’intuizione di ottenere un alimento gustoso e nutriente. Qui, tra pascoli incontaminati, aria pura di montagna e acque cristalline, la tradizione casearia si è sviluppata unendo sapienza artigianale e rispetto per l’ambiente, dando vita a uno dei formaggi più rappresentativi e apprezzati d’Italia: il Piave DOP. Ogni forma racchiude la storia e il sapore unico di un territorio ricco di natura e cultura.

 

Ripercorrere le origini del formaggio è un viaggio nel cuore della cultura veneta e della sua straordinaria varietà paesaggistica. Come scriveva Italo Calvino in Mr. Palomar, “dietro ogni formaggio c’è un pascolo d’un diverso verde sotto un diverso cielo… Ci sono diversi armenti con le loro stabulazioni e transumanze… Ci sono segreti di lavorazione tramandati nei secoli.”

 

Le parole di Calvino ci ricordano come la caseificazione sia la sintesi perfetta tra natura, cultura e mano dell’uomo. Nella Valle del Piave, tra i profili inconfondibili delle Dolomiti, il lavoro dei casari si tramanda di generazione in generazione, sfruttando le caratteristiche uniche del microclima e della flora locale. Il latte, ottenuto da mucche allevate con cura e nutrite con erbe alpine, acquisisce aromi e sfumature di gusto inimitabili.

 

La collaborazione tra pastori, allevatori e mastri casari è ciò che rende il Piave DOP speciale. In ogni forma si avverte il profumo intenso dei prati estivi, la freschezza dell’acqua di montagna e la passione di chi, ogni giorno, difende la propria terra e le sue antiche tradizioni. Assaporare il Piave significa immergersi nei colori e nei sapori autentici del Veneto.

 

 

La storia del Piave: un viaggio tra tradizione e territorio

Guidato da questo spirito di memoria e rispetto, il formaggio Piave si propone oggi di conquistare sempre più appassionati, portando nel mondo il gusto autentico delle sue origini.

 

Il Piave DOP nasce ufficialmente intorno al 1960, quando nelle piccole latterie turnarie della provincia di Belluno il latte fresco dei produttori locali veniva trasformato ogni giorno in formaggio da esperti casari. Queste realtà, immerse tra i borghi delle montagne, hanno custodito un sapere antico, permettendo agli allevatori di dedicarsi agli animali e al territorio, mentre il latte si faceva opera d’arte.

 

Con il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta (DOP) nel 2010, il Piave è entrato nell’élite dei grandi formaggi italiani. Il marchio DOP assicura che ogni forma sia prodotta secondo tradizione, solo con latte locale di mucche allevate sulle Dolomiti. La dedizione alla qualità non è mai cambiata: la DOP ha semplicemente sancito e difeso un patrimonio che già viveva nella pratica quotidiana dei casari bellunesi.

 

Grazie alla DOP, i produttori del Bellunese possono difendere il Piave da imitazioni e abusi, come accade per altre eccellenze italiane quali il Parmigiano Reggiano DOP o il Gorgonzola DOP. L’autenticità del Piave è garantita da filiere trasparenti, rispetto per l’ambiente e un legame indissolubile con il territorio. Ogni assaggio è un viaggio tra le montagne del Veneto, tra pascoli fioriti, sapori intensi e tradizioni secolari.

 

 

Piave DOP in cucina: stagionature e abbinamenti per ogni palato

Forse non tutti conoscono l’incredibile versatilità del formaggio Piave DOP: questo prodotto, grazie alle sue diverse stagionature, riesce ad adattarsi con eleganza a numerosi piatti della cucina italiana, esaltando ogni ingrediente senza mai sovrapporsi. Il suo equilibrio tra struttura e aroma è perfetto per chi desidera creare ricette armoniose e ricche di sapore.

 

Chef, appassionati e buongustai scelgono il Piave per la sua capacità di fondersi con preparazioni classiche e innovative. Dal risotto agli gnocchi, dalle torte salate alle insalate estive, il Piave aggiunge un tocco inconfondibile di dolcezza, nocciola e fieno. Abbinato con ingredienti freschi o vini locali, diventa protagonista di esperienze sensoriali indimenticabili.

 

Ecco alcune idee e abbinamenti per ogni stagionatura del Piave DOP:

 

- Piave DOP Fresco (stagionatura 20 giorni - 2 mesi): morbido e delicato, è ideale per insalate di verdure, pasta fredda o insalate di riso. Da provare con un bianco Verdicchio fresco.

 

- Piave DOP Mezzano (stagionatura 61-180 giorni): con una consistenza più soda e sentori erbacei, accompagna alla perfezione soufflé di verdure, sformati e risotti agli asparagi. Ottimo con un Prosecco Superiore di Valdobbiadene.

 

- Piave DOP Vecchio (oltre 180 giorni): intenso e aromatico, si abbina a risotto ai funghi, gnocchi di patate e polenta. Accompagnalo con un Valpolicella Ripasso corposo.

 

- Piave DOP Vecchio Selezione Oro (oltre 12 mesi) e Vecchio Riserva (oltre 18 mesi): veri e propri tesori da degustazione, perfetti su un tagliere con mostarde, confetture di pera e miele di acacia di montagna. Sublimi con un calice di Recioto della Valpolicella.

 


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