L'evoluzione della pasta: dalle origini italiane al successo mondiale

Viaggia nella storia della pasta: come un simbolo della tradizione italiana è diventato un piatto amato e reinterpretato in tutto il mondo. Scopri le sue radici profonde nella cultura e nella gastronomia italiana.

Di Nina Bernheim
Aug 10, 2020
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Articolo • Pasta siciliana: tutti i piatti della tradizione


L'affascinante viaggio della pasta: da antica specialità a simbolo mondiale

 

Le origini della pasta in Italia: mito e verità

Il racconto secondo cui Marco Polo avrebbe riportato la pasta in Italia nel 1295 è uno dei miti più diffusi e affascinanti della gastronomia, ma manca di solide basi storiche. Sebbene questa leggenda sia popolare, le testimonianze concrete sono scarse e incerte. Rustichello di Pisa, nel narrare le avventure di Marco Polo, descrive in effetti un piatto tradizionale simile alla lasagna – ovvero sfoglie di pasta fritte – gustato nelle corti imperiali cinesi. Tuttavia, da nessuna parte si parla di un vero e proprio "ritorno" della pasta in Italia grazie a Polo. Questo sottolinea che la storia della pasta italiana è ben più antica e radicata nel territorio di quanto si creda.

Cosa mangiavano davvero gli antichi romani?

Le origini della pasta affondano le radici nell'antica Roma, dove si preparava un impasto di farina, sale e acqua, disposto a strati e cotto in una padella piatta chiamata lasanum. Questo piatto, precursore delle attuali lasagne, era simbolo di creatività culinaria. Tuttavia, la pasta come la conosciamo oggi inizia a comparire solo nell'XI secolo: un antico documento trapanese datato intorno al 1050, rinvenuto nei pressi di Palermo, descrive infatti un alimento di farina lavorato in lunghe strisce, molto simili agli attuali spaghetti o maccheroni. Questa evoluzione segna l’inizio di una passione che sarebbe diventata eterna.

Da dove deriva il nome "pasta" e cosa significa "maccheroni"?

Il termine "pasta" proviene direttamente dal latino "pasta", che significa impasto. Questo termine, adottato in molte lingue europee, indica proprio la miscela di semola di grano duro e acqua che, lavorata con cura e cotta, dà vita a uno degli alimenti più amati al mondo. La parola più antica associata alla pasta è però maccheroni, il cui etimo è ancora avvolto nel mistero. Forse deriva dal greco macaria, ossia un impasto di orzo e brodo, oppure dal termine makar, che significa "trasportare in uno stato di estasi" – un’emozione che, secondo le antiche leggende, solo i maccheroni sapevano regalare, tanto da essere considerati cibo degli dei.

La diffusione della pasta: da piatto italiano a fenomeno globale

Nel XVI secolo, la pasta iniziò la sua ascesa internazionale, conquistando la Francia grazie al matrimonio tra Caterina de’ Medici e Enrico II nel 1533. Da qui si espanse progressivamente in Spagna, nei Balcani e nel resto d’Europa. La Gran Bretagna scoprì i piaceri della pasta soltanto agli inizi del XVIII secolo: nel 1735 una celebre commedia teatrale fu intitolata proprio I Maccheroni, a testimoniare la crescente popolarità di questo cibo straordinario. Persino Napoleone pare facesse arrivare interi carri di pasta per nutrire il proprio esercito, riconoscendone il valore energetico e pratico.

Per secoli, la maggior parte della pasta veniva chiamata semplicemente maccheroni. Solo nel tardo Ottocento, con la diffusione dei pastifici, iniziarono a emergere e a standardizzarsi i nomi che oggi conosciamo, come spaghetti, penne, fusilli.

Le immagini d’epoca ritraggono le città italiane animate dai maccheronari – venditori ambulanti che distribuivano piatti di pasta fumante a una clientela per lo più popolare, spesso condita solo con sale, pepe, concentrato di pomodoro e una grattugiata di formaggio. Tuttavia, la pasta trovava spazio anche sulle tavole raffinate di borghesi e aristocratici, magari accompagnata da un calice di Chianti o Barolo.

La rivoluzione industriale e la pasta moderna

Il processo di macinatura del grano duro è rimasto invariato dai tempi di Cesare fino alla fine dell’Ottocento, quando l’introduzione di macchinari a vapore permise di soddisfare la crescente domanda popolare. Negli anni Trenta del Novecento, la nascita di moderne impastatrici, setacci e presse industriali rivoluzionò la produzione, dando vita alle infinite forme di pasta che popolano le nostre tavole, rendendo la pasta italiana un vero simbolo di eccellenza gastronomica nel mondo.

 

Oggi nessun pranzo tradizionale italiano può dirsi completo senza almeno un po’ di pasta, sebbene le porzioni siano diventate più moderate rispetto al passato. Le varietà di formati e i sughi regionali sono più numerosi che mai, con un’attenzione speciale alle ricette tipiche. Non è raro trovare famiglie che preparano ancora a mano la propria pasta fresca per occasioni speciali, una tradizione capace di unire le generazioni e mantenere vivo il vero cuore della cucina italiana.

Nonostante la leggenda di Marco Polo, storia e cultura suggeriscono con forza che la pasta sia nata e fiorita in Italia, continuando ancora oggi a portare gioia e convivialità sulle tavole di tutto il mondo.


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