Sara:
I made this as my grandparents were from Puglia, and since I tried it the first time I can't do without. I make bigger portions of it and eat it as a...
L'Ncapriata è uno dei piatti simbolo del Sud Italia, in particolare del Salento e della Lucania in Puglia. Nato come espressione della cucina povera, oggi gode di una nuova popolarità grazie alle straordinarie proprietà nutrizionali delle fave. Il termine "Ncapriata" ha radici profonde: deriva dal tardo latino e bizantino "Caporidia" e, ancor prima, dal greco antico "Kapyridia", che indicava una polenta di cereali e legumi, considerata uno dei primi piatti cucinati dall’uomo. Curiosamente, già Aristofane nella sua commedia “Le Rane” (circa 450 a.C.) cita questo piatto – chiamato anche "fave e foglie" – come la pietanza prediletta da Ercole prima delle sue imprese amorose.
La crema di fave, nota anche come “macco”, dal latino "maccus" (poltiglia, purea), racchiude in sé storia, sapore e tradizione. Oltre a essere un comfort food genuino e ricco di proteine vegetali, rappresenta un viaggio nella memoria e nei sapori autentici della Puglia.
IngredientiProvalo con...
Preparazione
per 4 persone
Passo
1
Di 2
Per iniziare, metti in ammollo le fave secche per almeno 8 ore, meglio ancora tutta la notte, per reidratarle e renderle più facili da cuocere. Al mattino, scolale, risciacquale accuratamente e trasferiscile in una pentola dal fondo spesso: la terracotta è ideale per una cottura lenta e uniforme.
Copri le fave con abbondante acqua fredda, in modo che il livello superi di circa due dita la superficie dei legumi. Porta a ebollizione e, durante la cottura, elimina la schiuma che si forma in superficie con una schiumarola.
Quando l'acqua bolle, abbassa la fiamma e lascia sobbollire dolcemente per circa 2 ore o fino a quando le fave saranno tenerissime e inizieranno a sfaldarsi.
Aggiusta di sale solo verso fine cottura per evitare che le fave induriscano. Schiaccia le fave direttamente in pentola con un cucchiaio di legno oppure usa un frullatore a immersione, fino ad ottenere una purea liscia e cremosa. Se la crema è troppo densa, aggiungi un po’ di acqua di cottura tenuta da parte; se troppo liquida, falla restringere mescolando su fuoco dolce.
Passo
2
Di 2
Nel frattempo, occupati delle cicorie selvatiche: lavale con cura per eliminare ogni residuo di terra e lessale in abbondante acqua salata fino a che saranno morbide ma ancora vivaci nel colore.
Una volta pronte, scolale bene e ripassale in padella con abbondante olio extravergine d’oliva, uno spicchio di aglio schiacciato e un pizzico di peperoncino per dare un tocco di vivacità. Sala solo alla fine per mantenere la croccantezza delle verdure.
Per servire, distribuisci la purea di fave calda nei piatti, adagia sopra le cicorie saltate e completa con un generoso filo di olio extravergine d’oliva a crudo e una macinata di pepe nero. Servi subito, quando il profumo e il calore sono al massimo della loro espressione.
Provalo con...
Filippo Bartolotta
....assolutamente da provare!
Sara Thursday 24th of December 2020
Not your typical side-dish
I made this as my grandparents were from Puglia, and since I tried it the first time I can't do without. I make bigger portions of it and eat it as a main, that's how much I love these flavours together