Pinot Grigio e Chardonnay: Scopri quale vino bianco scegliere

Viaggio tra le sfumature e le peculiarità di Pinot Grigio e Chardonnay: il colore della buccia che fa la differenza

Di Lucie Robson
Nov 29, 2021
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Un viaggio tra Pinot Grigio e Chardonnay

Pinot Grigio e Chardonnay condividono alcune peculiarità: sono entrambe varietà di uva bianca che danno vita a vini secchi e apprezzati in tutto il mondo, e vengono coltivate su vasta scala, sebbene lo Chardonnay occupi una superficie maggiore. I vini ottenuti sono versatili, spaziando da espressioni semplici e immediate a versioni eleganti e complesse. A renderli unici sono però le differenze: tonalità della buccia, bouquet aromatico, ricchezza gustativa e il legame con le rispettive regioni di eccellenza.

Pinot Grigio: origini e territori

Il Pinot Grigio affonda le sue radici nelle vigne della Borgogna, da dove deriva anche il celebre Pinot Nero. Ha assunto nomi diversi a seconda delle aree di produzione, come Pinot Gris in Francia e Grauburgunder in Germania, a testimonianza della sua ampia diffusione.

L'Italia settentrionale ha saputo interpretare il Pinot Grigio come nessun altro, diventando sinonimo di eccellenza soprattutto in Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia. Qui il vitigno regala vini freschi e dal carattere deciso, ben diversi dai prodotti più neutri e di largo consumo che si trovano nella pianura veneta. Anche l’Alsazia e l’Oregon negli Stati Uniti sono regioni di riferimento per Pinot Grigio di grande qualità.

Le sfumature del Pinot Grigio

Il Pinot Grigio è celebre per la sua buccia grigio-rosata, frutto di una mutazione del Pinot Nero. Nel calice si presenta leggero, con aromi raffinati e delicati.

Il suo profilo aromatico spazia dagli agrumi freschi (lime, limone) alla pera, mela e pesca bianca, con sentori speziati e di zenzero. Non mancano note di miele, fiori, mandorla amara e una piacevole mineralità.

Le versioni italiane sono spesso vivacizzate da una spiccata acidità, ideale per accompagnare il cibo. Il grado alcolico oscilla generalmente tra l’11,5% e il 13,5%.

Pinot Grigio da provare

  • Abbazia di Novacella Pinot Grigio 2019, Alto Adige
  • Signature Collection Pinot Grigio 2020, Alessandro Berselli, Friuli-Venezia Giulia
  • Piccini Pinot Grigio delle Venezie 2020, Veneto

Chardonnay: eleganza e versatilità

Come il Pinot Grigio, anche lo Chardonnay nasce in Borgogna, ma ha trovato casa in ogni angolo vitivinicolo del mondo. È considerato la tela bianca dei vignaioli: la sua natura poco aromatica permette agli enologi di giocare con fermentazioni e affinamenti, dando origine a vini che variano da quelli vibranti e minerali della Chablis alle versioni mature e fruttate della California.

In Italia, lo Chardonnay si esprime sia in vini quotidiani che in proposte di pregio, dal Piemonte – dove vanta una DOC nelle Langhe – ai caldi filari siciliani. È inoltre protagonista di grandi spumanti metodo classico, come la rinomata Franciacorta lombarda.

Chardonnay: caratteristiche distintive

Lo Chardonnay si riconosce per la buccia verde chiaro e la capacità di adattarsi ad ogni terroir. Nei climi freschi regala vini con acidità vibrante e profumi di mela verde e agrumi, mentre in zone più calde sprigiona note di pesca, albicocca e frutta tropicale, accompagnate da una struttura piena.

L’affinamento in legno può arricchire il vino con sentori di burro, vaniglia, cocco, spezie e tostature. Lo Chardonnay è apprezzato sia in versioni semplici e immediate, sia in interpretazioni complesse e adatte all’invecchiamento, che possono raggiungere anche il 14,5% di alcol nelle zone più calde.

Grandi Chardonnay italiani:

  • Le Quattro Terre "940 Riserva" Franciacorta Brut 2011, Lombardia
  • Feudo Disisa Chardonnay 2018, Sicilia
  • K. Martini & Sohn "Maturum" Chardonnay 2018, Trentino-Alto Adige

Pinot Grigio e Chardonnay: radici e parentele

La storia del Pinot Grigio comincia in Borgogna come mutazione del celebre Pinot Nero, rendendolo parente alla lontana dello Chardonnay. Dopo aver conquistato la nobiltà svizzera, il vitigno trova fortuna in Italia settentrionale diventando un simbolo della produzione locale. Oggi il Pinot Grigio (o Pinot Gris) si trova nei migliori vigneti d’Europa – dall’Alsazia alla Germania – e nelle regioni emergenti del Nuovo Mondo, come l’Oregon.

Chardonnay: dal cuore della Borgogna al mondo

Lo Chardonnay condivide con il Pinot Grigio la culla borgognona, anche se per secoli è stato confuso con il Pinot Bianco. Gli studi ampelografici ne hanno svelato l'origine: incrocio tra Pinot Nero e Gouais Blanc. La sua adattabilità l’ha reso protagonista nei migliori terroir mondiali, offrendo ai produttori la possibilità di esprimere il proprio stile. Se la Borgogna resta il riferimento assoluto, Chardonnay di livello vengono prodotti anche in molte zone dell’Europa e del Nuovo Mondo, come l’Oregon dove il Pinot Gris è un bianco iconico.

Pinot Grigio e Chardonnay: differenze in vigna

Il Pinot Grigio, figlio di Pinot Nero, è uno dei cloni più noti e apprezzati. Germoglia e matura presto: in Italia settentrionale (soprattutto in Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia) i grappoli piccoli e concentrati danno vini di grande intensità, mentre le piane del Veneto prediligono una produzione più generosa e dal gusto più delicato, ideale per vini freschi da bere giovani.

Chardonnay: dalla Borgogna alle tavole del mondo

Lo Chardonnay è una varietà precoce, spesso minacciata dalle gelate primaverili tipiche della Borgogna. I vignaioli, con esperienza e tecnologia, hanno saputo proteggere i vigneti e farne un modello di riferimento. Così nascono vini che spaziano dalla freschezza tagliente dello Chablis a versioni ricche e strutturate della California e dell’Australia. Oltre alle etichette di pregio, lo Chardonnay viene coltivato con successo anche in regioni calde e fertili come Sud della Francia, Cile e Australia per produrre bianchi quotidiani e accessibili.

Pinot Grigio: profilo sensoriale e abbinamenti

Il Pinot Grigio esprime caratteristiche diverse in base al territorio: in Veneto si distingue per freschezza, agrumi e frutta a nocciolo con acidità vivace, mentre in Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia la sua complessità cresce grazie a note minerali, zenzero e fiori. È un vino estremamente versatile a tavola: per valorizzarlo, scegliete l’abbinamento in base allo stile (secco o leggermente amabile).

Antipasti: Gamberi, ostriche, mozzarella e pomodoro, crudités, pane pita e hummus, patatine fritte (il sale esalta la freschezza del vino).

Primi e secondi: Pollo alle erbe, sushi, insalate di carciofi, finocchi e asparagi, pesce fritto (l’acidità sgrassa), insalate di mare e paste con salse leggere. Le versioni leggermente amabili sono perfette con piatti asiatici leggermente piccanti, dove zucchero e spezie si compensano.

Dessert: Cioccolato bianco o fondente, frutta fresca, crème brûlée.

Formaggi: Gruyère, Brie, Mozzarella.

Chardonnay: degustazione e abbinamenti ideali

La personalità dello Chardonnay è estremamente varia: nei climi freschi mostra acidità e freschezza, in quelli caldi si fa morbido e avvolgente con note tropicali e di frutta matura. L’abbinamento ideale dipende molto dallo stile (con o senza affinamento in legno) e dal tipo di vino (fermo o spumante).

Chardonnay non affinato in legno: abbinamenti

Antipasti: Salumi delicati, antipasti di mare, formaggi freschi, olive e salse leggere.

Primi e secondi: Sushi, insalata di pollo, insalate di mare, pesce grigliato, risotto ai piselli.

Dessert: Frutta fresca.

Formaggi: Brie, caprino, Parmigiano.

Chardonnay affinato in legno: abbinamenti gourmet

Antipasti: Zuppe cremose, salumi, antipasti di pesce.

Primi e secondi: Aragosta, granchio, capesante, salmone alla griglia, risotto ai frutti di mare, pasta cremosa, paella.

Dessert: Frutta fresca, crème brûlée.

Formaggi: Brie, Gruyère, Emmental, Camembert.

Chardonnay spumante: freschezza e versatilità

Un calice di Franciacorta o di un altro spumante Chardonnay è perfetto per l’aperitivo: le bollicine e l’acidità rinfrescano il palato, esaltando tempura di verdure o pesce. Le versioni demi-sec sono ideali con dessert leggeri e cremosi, come una morbida crème brûlée, per chiudere in dolcezza il pasto.



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