Scopri i Pici all’Aglione: Il Simbolo della Pasta Artigianale e della Tradizione Toscana

Viaggio nei Sapori della Toscana: Storia, Tradizione e Gusto dei Pici all’Aglione con Salsa all’Aglione della Valdichiana

Di Lele Gobbi
Jul 05, 2022
tagAlt.Pici, fresh pasta typical of Tuscany, Italy

Pici all’Aglione: Storia e Tradizione di un Tesoro Toscano

Pici: la pasta della memoria rurale toscana

I pici sono una pasta fresca tipica delle zone rurali del sud della provincia di Siena, soprattutto nell’area tra Chiusi, Montepulciano e il Monte Cetona. Questi grossi spaghetti sono noti come pinci nei dintorni di Montalcino. La loro origine si perde nei secoli, probabilmente risalendo all’epoca degli Etruschi, che già impastavano farine locali. La semplicità dell’impasto — solo farina di grano tenero, acqua e sale — riflette la povertà contadina, ma anche una sapienza manuale tramandata di generazione in generazione: i pici si realizzano arrotolando e assottigliando la pasta a mano su un piano di legno, ottenendo così una consistenza rustica e corposa, perfetta per raccogliere i sughi tipici della zona.

Le origini antiche dei Pici: un legame con la cultura contadina

Questa pasta “povera”, nata dall’ingegno delle famiglie rurali, ebbe per secoli un ruolo centrale nella dieta quotidiana del contadino toscano, al pari della polenta nel Nord Italia. I pici venivano spesso conditi con sughi semplici, come aglione e pomodoro, o anche con briciole di pane raffermo saltate in olio e aglio, oppure con ragù a base di cipolla e frattaglie di pollo. Nelle zone del lago di Chiusi, era tradizione servirli con uova di luccio. I pici rappresentano quindi non solo un piatto, ma un vero e proprio patrimonio culturale che racconta la storia e la resilienza della gente toscana.

Il nome Pici: arte del gesto e tradizione

Il termine pici deriva dal verbo dialettale “appiciare”, che indica proprio il gesto di arrotolare e allungare l’impasto a mano. Questa pratica, quasi rituale, si tramanda nelle famiglie contadine e viene spesso condivisa in occasione di feste e ricorrenze locali, celebrando la manualità e il valore della cucina fatta in casa. La parola “pici” racchiude dunque non solo una forma, ma anche un modo di vivere e stare insieme attorno alla tavola.

L’ingrediente segreto: l’Aglione della Val di Chiana

L’aglione è un bulbo antico, unico per le sue caratteristiche e coltivato quasi esclusivamente nella Val di Chiana e in alcune parti della Val d’Orcia. Il suo nome latino è Allium ampeloprasum var. Holmense. Può arrivare a pesare fino a 600 grammi e raggiungere i 12 cm di diametro. A differenza dell’aglio comune, l’aglione non contiene alliina, il composto responsabile dell’alito forte. Il suo aroma è intenso ma delicato al gusto, senza il tipico retrogusto pungente dell’aglio tradizionale. L’aglione è stato utilizzato fin dall’epoca degli Etruschi e ancora oggi si lega ai campi e alle tradizioni agricole della Toscana, offrendo ai piatti un sapore unico e una storia da raccontare.

Perché scegliere i Pici all’aglione: un viaggio tra gusto e tradizione

Preparare e gustare i pici all’aglione significa immergersi in un’esperienza sensoriale autentica. La consistenza spessa e leggermente gommosa della pasta, unita all’intensità aromatica dell’aglione, regala un piatto ricco di profumi e sapori persistenti. I pici all’aglione sono simbolo di convivialità e delle feste di paese, quando la cucina diventa luogo di incontro e la tradizione si rinnova a ogni forchettata.

L’aglione: ciclo vitale e cura del raccolto

La coltivazione dell’aglione segue i ritmi della terra toscana: la semina avviene tra la seconda metà di ottobre e la prima metà di novembre, mentre la raccolta si svolge tra giugno e luglio. Dopo il raccolto, l’aglione viene lasciato asciugare in luoghi ventilati e all’ombra, lontano dalla luce diretta del sole, per conservarne intatti aroma e proprietà. Questo ciclo naturale riflette la profonda connessione tra la cucina toscana e il lavoro dei campi.

Dove trovare l’aglione: una rarità della Val di Chiana

L’aglione è una vera eccellenza locale, difficile da reperire fuori stagione e molto ricercato anche nelle stesse zone di produzione. Il prezzo, compreso tra i 30 e i 35 € al kg, riflette la cura e la limitata disponibilità di questo prezioso bulbo. Chi visita la Val di Chiana nel periodo giusto può avere l’occasione unica di acquistarlo direttamente dai produttori locali e scoprire in prima persona le storie che si celano dietro ogni raccolto.

Abbinamenti ideali: il vino giusto per i Pici all’aglione

Per esaltare il sapore dei pici all’aglione, il compagno perfetto è un giovane Chianti Classico. L’equilibrio tra la dolcezza e l’acidità della pasta e del sugo si sposa alla perfezione con la freschezza, la rotondità e la sapidità di un Sangiovese, dando vita a un’accoppiata che celebra la ricchezza enogastronomica della Toscana.

Pici all’aglione: dove gustarli in Val di Chiana

Visita questi locali tipici per assaporare i pici all’aglione preparati secondo tradizione, in un’atmosfera autentica circondata dalle colline e dai sapori della Toscana più genuina.

Where to Savor Pici all’Aglione in the Val di Chiana

Embark on a culinary pilgrimage to these authentic trattorias, where the spirit of Tuscany comes alive in every dish. Relish the time-honored flavors, the warmth of local hospitality, and the unique pleasure of tasting Pici all’Aglione in the land where it was born.



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