Paolo Griffa: Il Genio della Cucina Creativa in Valle d'Aosta

Alla scoperta di Paolo Griffa: il viaggio dello chef visionario, la sua ascesa nella gastronomia d'autore e le sue creazioni gourmet al Petit Royal di Courmayeur

Di Lele Gobbi
Mar 09, 2022
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L’arte gastronomica di Paolo Griffa: la montagna nei piatti

 

  • PAOLO GRIFFA, uno degli chef più promettenti della scena italiana contemporanea, è il cuore pulsante della rinascita gastronomica valdostana. Ai fornelli dello storico Grand Hotel Royal e Golf di Courmayeur – la più antica struttura ricettiva della Valle d’Aosta – Griffa trasforma prodotti locali in autentici capolavori di alta cucina.
  • Cucina d’altura: la filosofia di Griffa nasce dal desiderio di integrare la sostenibilità ambientale con la tradizione gastronomica alpina. La Valle d’Aosta non è solo sfondo, ma protagonista indiscussa di menu che celebrano il territorio in ogni dettaglio, con una ricerca costante di equilibrio tra radici e innovazione.
  • Foraging: questa antica pratica di raccolta spontanea di erbe e vegetali diventa per Griffa una vera arte e una chiave per riscoprire e reinterpretare sapori perduti. Scopri come il foraging guida la sua cucina.
  • Materie prime stagionali: ogni piatto ruota attorno a prodotti freschi, come burro d’alpeggio, latticini artigianali e verdure rare raccolte nei boschi e nei pascoli alpini, esaltati da tecniche di lavorazione che rispettano la materia.
  • Menù Declinazioni: un viaggio sensoriale in oltre 40 portate, dove ingredienti selezionati come funghi di sottobosco e selvaggina valdostana si trasformano in interpretazioni uniche e sorprendenti, che abbracciano stagionalità e creatività.
  • Accoglienza su misura: l’esperienza in sala è parte integrante del viaggio. Il servizio accompagna l’ospite con premura, anticipando ogni desiderio e raccontando la storia che si cela dietro ogni piatto.
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La storia e la formazione di Paolo Griffa

Paolo Griffa nasce nel 1991 a Torino. Fin da bambino si immerge nella cucina casalinga, aiutando la nonna a confezionare agnolotti e la madre nella preparazione dei dolci. Cresce tra i profumi autentici della tradizione piemontese, imparando a conoscere e rispettare ingredienti come il burro di malga, le castagne e i formaggi erborinati.

 

Un giovane chef già stellato

A soli 29 anni, Griffa ha conquistato la stella Michelin prima nel 2019 e poi nuovamente nel 2022: un risultato eccezionale che premia non solo il talento, ma la capacità di creare una cucina identitaria e riconoscibile.

 

Il debutto al Grand Hotel Royal e Golf

Nel dicembre 2017 diventa chef del Grand Hotel Royal e Golf di Courmayeur. Alla fine del 2019 pubblica il libro “Petit Royal”, una monografia illustrata che svela i retroscena dell’alta cucina, con aneddoti sulle tecniche di maturazione, infusione e fermentazione che fanno la differenza nel suo percorso degustativo.

 

La visione gastronomica: tra natura, arte e tecnica

Griffa è un vero pioniere del foraging moderno. Il suo obiettivo è portare in tavola i sapori autentici della Valle d’Aosta, rinnovati da una visione creativa che unisce tecniche all’avanguardia – come l’estrazione a freddo di aromi e la pressatura delicata delle erbe – a una profonda sensibilità verso la biodiversità alpina.

 

Il risultato? Piatti che raccontano storie di boschi, pascoli e cieli limpidi, disegnando un percorso gustativo capace di evocare emozioni e ricordi.

La ricerca delle erbe spontanee più rare, del latte di montagna più ricco e del burro artigianale migliore è una costante. Questi ingredienti diventano i protagonisti assoluti, esaltati da processi di marinatura, fermentazione e maturazione che conferiscono profondità e complessità a ogni portata.

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L’anima della cucina di montagna: rispetto e innovazione

Per Paolo Griffa la montagna non è solo un luogo fisico, ma uno stato d’animo. I paesaggi aperti e l’aria cristallina delle Alpi rappresentano una fonte inesauribile di ispirazione. Ogni giorno lo chef si dedica alla raccolta di radici, bacche e fiori spontanei, scegliendo solo ciò che la stagione offre nel pieno rispetto dell’ecosistema.

 

L’alba e il tramonto sono momenti magici per la raccolta: la rugiada del mattino intensifica i profumi delle erbe, mentre la luce serale valorizza i colori e i contrasti. Questo rituale si riflette nei piatti, dove la freschezza è sempre protagonista e l’autenticità delle materie prime trova espressione in ricette che custodiscono la memoria del territorio.

 

 


Antonia Klugmann: tra minimalismo e gusto 

 

Di  Andrea Grignaffini

 


 

 

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Menù Declinazioni: creatività, tecnica e territorio

Nel dicembre 2017 prende vita il Menù Declinazioni (Alta Cucina Ludica), un percorso che supera i confini della tradizione per abbracciare la sperimentazione. Gli ingredienti selezionati – come selvaggina valdostana, tuberi di montagna e spezie alpine – diventano protagonisti di preparazioni ardite, dove ogni dettaglio è studiato per sorprendere il palato.

 

La tavolozza tecnica di Griffa è ampia: sarcophages di carne cotti a bassa temperatura, consommé cristallini ottenuti tramite filtrazione multipla, brodi intensi realizzati con lunghe infusioni di ossa e aromi, decocti orientali e tour de main francesi si susseguono in un racconto caleidoscopico di sapori.

 

Grande attenzione è riservata ai processi di fermentazione naturale: Nukazuke, Kombucha, Kefir, lievito madre, ginger bug, koji e miso sono ingredienti vivi che evolvono e arricchiscono ogni piatto, offrendo una profondità gustativa rara nella cucina italiana d’autore.

 

Il menù si trasforma così in un viaggio tra gusto, cultura e biodiversità, esaltando la filiera a km 0 e spingendo lo sguardo oltre i limiti della tradizione.

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I piatti simbolo di Paolo Griffa: poesia e tecnica

Tra le creazioni più emblematiche di Griffa spicca il Filetto di cervo grigliato e laccato alla resina di pino: un taglio nobile di carne di selvaggina valdostana, cotto magistralmente alla brace e rifinito con una laccatura profumata. Il piatto è accompagnato da una polvere di porro, cipolla e funghi e da un’insalata di patate di montagna selezionate per la loro varietà e consistenza, oltre a cipolle sott’aceto, creme fraiche alla cipollina e una salsa bernese montata alla perfezione. L’insieme esalta la complessità della selvaggina, il gusto terroso delle patate e la freschezza delle erbe alpine.

 

Altro piatto iconico è la Faraona cotta nel fieno, accompagnata da fiori di tarassaco, mais e popcorn d’amaranto, con girasole di royale di mais, petali di patate allo zafferano, fiori di calendula e semi di girasole tostati. La faraona, prima tostata in padella e poi riposata in una cocotte su un letto di fieno di grano e orzo, assorbe ogni aroma, diventando un inno alla natura e all’arte impressionista – un omaggio cromatico e gustativo a Van Gogh.

 

Novità e notizie su Paolo Griffa

 


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